Una variabilità senza limiti è motivo di seria preoccupazione a causa degli effetti che un'esplosione dei tassi potrebbe produrre sulla rata.
Per conservare i vantaggi del tasso variabile e limitare il rischio esiste la possibilità di contrarre un'assicurazione che rimborsi le quote dipendenti dall'eventuale innalzamento dei tassi oltre una certa soglia.
In questo modo si avrà la certezza di non dover mai sottostare ad un tasso superiore a quel tetto, denominato in gergo "Tasso Cap" (dall'inglese "Capped rate").
Molti istituti di credito propongono contratti preconfezionati che includono già la copertura assicurativa.
La banca si occuperà di sostenere il costo assicurativo ma in cambio pretenderà dal cliente uno spread un po' più alto di quello applicato ad un normale mutuo a tasso variabile.
Di solito si tratterà di spendere uno 0,50/0,70% in più. Però ci si garantirà un limite massimo al rialzo del tasso, nell'ordine di un paio di punti percentuali (fino a tre per le durate più lunghe).
Si potrà così godere della convenienza del tasso variabile preconoscendo tuttavia dall'inizio la rata massima a cui si potrebbe andare incontro anche nei momenti peggiori. Attenzione il cap non deve superare il 6%.

